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Caduta del Muro di Berlino

Pubblicato da Istituto in Anniversari storici · 8/11/2019 18:42:00

30 anni dalla caduta del Muro di Berlino
“Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire 'Ich bin ein Berliner.' Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole 'Ich bin ein Berliner!'” Presidente USA  John F. Kennedy pronunciata il 26 giugno 1963
Così il 9 novembre del 1989 tutti siamo stati berlinesi
 
La notte in cui tutto cambiò azione simbolo la riunificazione tedesca, che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.
A Berlino sono quasi le 19 quando il portavoce del governo della Ddr, Guenter Schabowski, convoca una conferenza stampa per dare un annuncio: si può oltrepassare il Muro. Nello spazio di un'ora decine di migliaia di berlinesi dell'Est si spingono verso la frontiera. Le guardie, colte di sorpresa da un afflusso così massiccio, alzano le sbarre bianche e rosse permettendo a tutti di passare senza controlli. Del resto resistere al fiume del popolo sarebbe stato impossibile. I più stupiti e inermi di tutti sono apparsi i Vopos, gli agenti della polizia del popolo che per quasi trent'anni avevano sparato contro chiunque tentasse di scavalcare il Muro e che si erano resi responsabili più o meno direttamente della morte di almeno 140 fuggiaschi solo a Berlino.



 


Storia
Il muro di Berlino era una cinta muraria che divise la città durante la Guerra Fredda, che separava la parte Ovest della città dalla parte Est.
 
 Le giustificazioni alla costruzione Per giustificare la costruzione del muro, sia dalla parte Sovietica che dalla parte occidentale, furono trovate varie scuse ufficiali per addolcire la pillola ai residenti della città, che da un giorno a un altro si trovarono letteralmente imprigionati. Se da una parte si diceva che l’occidente voleva proteggersi dalla continua migrazione dei cittadini dell’Est Europa per scongiurare una presa di potere della Russia sul fronte Occidentale, dall’altra la Repubblica socialista affermò che l’erezione del muro, tra l’altro sul suolo di sua occupazione, avrebbe rappresentato un “baluardo antifascista” e avrebbe evitato che spie occidentali potessero intromettersi sul territorio orientale.


   

 
La configurazione

 Il muro di Berlino era lungo più di 140 chilometri. Nel giugno 1962, venne costruita una seconda cinta parallela circa 100 metri più lontano, nel territorio della Germania Est. Le case contenute tra le recinzioni furono rase al suolo e gli abitanti trasferiti, stabilendo così quella che più tardi divenne nota come striscia della morte, che venne ricoperta di sabbia o ghiaia rastrellata, rendendo le impronte facili da notare e consentendo l’individuazione di eventuali intrusi. Il muro fu più volte rivisto fino al 1980, quando fu terminato l’ampliamento con il cosiddetto “Stützwandelement UL 12.11“, costruito con 45.000 sezioni separate di cemento armato. La parte superiore della parete fu rivestita con un tubo liscio, destinato a rendere più difficile la scalata e i tentativi di scavalcarlo. Il muro fu rafforzato con recinzioni di maglia, filo spinato, cani da guardia e chiodi, oltre che con 116 torri di guardia e 20 bunker. Questa versione del muro è quella che più comunemente si trova nelle fotografie, e ed è quella che rimane oggi ancora visibile in alcuni tratti della città. –
 
La caduta del Muro di Berlino
Sotto i venti di rivoluzione che avevano interessato la vicina Cecoslovacchia, anche nella Germania Est iniziarono a farsi sentire sempre più forti le manifestazioni contro il regime comunista. Contestualmente l’ondata di profughi che lasciavano la Germania Est per l’Occidente continuava ad aumentare, passando attraverso gli altri stati dell’Europa. Divenne inevitabile iniziare a pensare che la politica ferrea sul mantenimento della divisione fra le due parti della città fosse insensata. Il Partito Socialista Unitario della Germania varò quindi nuove regole per poter dare ai cittadini il permesso di varcare il muro; la notizia si diffuse in modo virale tant’è che la sera stessa della video diffusione della notizia migliaia di cittadini si ritrovarono lungo il muro a chiedere di poter passare dall’altra parte. Il caos era ormai diffuso per le strade, le guardie di frontiera si trovarono spaesate e gli stessi ufficiali capirono di dover cedere all’austerità tenuta fino ad ora. I primi posti di blocco furono aperti, nessun controllo venne più mantenuto fatto e le due parti della città si riunirono la sera del 9 novembre 1989. Il 13 giugno del 1990 l’esercito tedesco orientale iniziò ufficialmente lo smantellamento del Muro di Berlino, a partire da Bernauer Straße e poi in tutto il quartiere Mitte. La caduta del Muro ha segnato il primo passo fondamentale verso la riunificazione tedesca, che formalmente si concluse soli 339 giorni dopo, il 3 ottobre 1990, con la dissoluzione della Germania





Berlino Est e Berlino Ovest
Berlino è la capitale della della Germania e considerata a tutti gli effetti oggi una delle città più importanti d’Europa. Ma dal 1961 al 1990 la città fu divisa in due dal Muro, separando la zona est da quella ovest.
 
Berlino Est La zona Est
 fece parte della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) posta sotto il controllo sovietico. Berlino Est era inizialmente composta da 8 distretti urbani (Stadtbezirk) assegnati al settore di occupazione sovietico.


 



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